l “canto libero” dell’Energia Lucana Parola all’amministratore unico della Società Energetica Lucana. Dalle rinnovabili alle scale mobili, passando per Battisti e Fight Club, con una passione mai sopita per l’organizzazione della politica di Walter De Stradis «Poche chiacchiere: dati di fatto». Luigi Modrone, amministratore unico di SEL, Società Energetica Lucana, pur molto spigliato e comunicativo, non ama le interviste, ci dice. Ma a fine pranzo, ammette che l’esperienza è stata «una terapia psicologica». Come giustifica la sua esistenza? Intanto, avevo una ventina o trentina di cose che volevo fare nella vita. Una di queste era essere intervistato da Controsenso. Ero invidioso di tutti i miei colleghi, più o meno famosi, alcuni molto più famosi di me. Volevo essere intervistato da Walter. Speriamo che il senso della sua vita sia anche altro. Il senso della mia vita è «Memento audere semper»: ho sempre osato. Ho cercato di fare cose e, mi creda, ho sempre cercato di fare del bene a chi mi circonda e anche a chi non mi conosce. Nella mia attività politica ho cercato sempre di fare del bene, senza mai pensare a me stesso. Mai! Visto che ha tirato fuori la politica: quando fu nominato alla SEL, la Lega esultò. Quanto ha influito la politica sulla sua nomina? Io ho fondato Noi con Salvini in Basilicata, cercando di creare una nuova classe dirigente. E credo che ci siamo riusciti. Non parlo di me: penso, per esempio, che abbiamo il miglior assessore del Centro-Sud degli ultimi trentacinque-quarant’anni, Pasquale Pepe. È un fatto riconosciuto. Il nuovo Colombo, quasi? Il nuovo Colombo, esatto. Sta facendo tanto per la Basilicata, come Emilio Colombo ha fatto tanto per questa regione. Per me è già un grande successo: abbiamo l’uomo giusto al posto giusto. E abbiamo amministratori co
me Francesco Fanelli, Tataranno a Matera, sindaci a Montescaglioso, Oppido, Cancellara… Siamo pieni di sindaci. Questo ho cercato di fare: rinnovare la classe dirigente lucana con giovani che, quando fondai Noi con Salvini, avevano trentasette, quarant’anni. Il centrosinistra ha invece saltato quella generazione, per tanti motivi: i grandi e i vecchi non mollavano. Noi, nel centrodestra, abbiamo cercato di creare una nuova classe dirigente. Poi sarà il popolo a decidere. La democrazia è sovrana. Due anni fa ci ha premiato di nuovo in Regione, mentre non lo ha fatto al Comune di Potenza. Vedremo. Torniamo alla sua nomina. La Lega c’entra o no? Alcune nomine sono “intuitu personae”, nomine della Presidenza. Probabilmente ero nel circuito delle nomine possibili, ma il mio nome non nasce ieri, né sette anni fa con la SEL. Io sono un imprenditore: ho fatto impresa e vengo dal privato, non dal pubblico. Ho gestito un’azienda riconosciuta da tutti come un’azienda perbene, fatta da persone perbene: la Infissi Modrone. Non abbiamo debiti con nessuno, se non con le banche… Con le banche e con il Padreterno. (risate) Con le banche e con il Padreterno. Come tutti. Ho gestito un’azienda privata e credo che questo sia stato un elemento a mio vantaggio. Poi, per la mia nomina, sono stato anche portato in giudizio. TAR, Consiglio di Stato e tra sinistra e destra? Non direi. Io ne sono un esempio. Sono stato nominato da un governo di centrodestra e ora proprio SEL farà un intervento di oltre tre milioni di euro. Efficienteremo il tratto che parte da Santa Lucia, realizzeremo parcheggi fotovoltaici come quelli dell’ospedale San Carlo, che sono sempre SEL, e interverremo anche sulla scala mobile e sulla copertura, cercando della società e attraverso una convenzione con la Regione. Il meccanismo è semplice: attraverso le royalty e la vendita dell’energia si crea un ritorno economico. Noi recuperiamo le spese sostenute e realizziamo un piccolo utile; il Comune, invece, deve utilizzare quelle risorse per interventi di efficientamento. Modrone e De Stradis da Roccos’ a Potenza Cassazione hanno detto che avevo il curriculum e il “pedigree” giusto e che era tutto in regola. Mi hanno A Tito, per esempio, con quei soldi è stata realizzata una scuola pubblica a Tito Scalo ad alto efficientamento energetico, q
uindi a basse emissioni e con un grande risparmio. Un circolo virtuoso. passato al pettine fine e ho avuto ragione. Veniamo all’attualità politica. Futuro Nazionale è diventato una sorta di incubo per la Lega e non solo? È un incubo, ma probabilmente passeggero. Qualcuno dei dirigenti leghisti parla di “fruscio di scopa nuova”. Indubbiamente quelle idee non ci appartengono, non appartengono al centrodestra. Oggi, guardando i sondaggi, la coalizione di centrodestra senza Futuro Nazionale è equivalente a quella di centrosinistra. Poi in campagna elettorale vedremo e non sarò certo io a decidere. Alcuni argomenti, però, sono troppo facili da sostenere quando si è all’opposizione. Poi, quando devi confrontarti con il governo, voglio vedere quanto è facile parlare di “remigrazione”. Sono bravi tutti all’opposizione. Loro fanno i loro giochi, ma giocano molto pesante. Spieghiamo allora ai lettori, con parole semplici, cos’è SEL. La Società Energetica Lucana è una piccola struttura: undici dipendenti, non cinquanta o sessanta. Non è un carrozzone. C’è un solo dirigente, che è il direttore generale. E soprattutto va rimarcato un dato: chiudiamo sempre in attivo, con 250-300 mila euro di utile. Non graviamo sulla collettività, ci autofinanziamo con gli impianti che abbiamo. Viviamo di nostro. Mettiamo in campo dei soldi, avendo però anzi difficoltà burocratiche, nonostante siamo una società in house pubblica e quindi, teoricamente, dovremmo avere anche corsie preferenziali. E cosa fa concretamente SEL? Tre cose principali. La prima: siamo stazione aggregante per l’acquisto di energia e gas. In sostanza, siamo l’acquirente unico in Basilicata. I Comuni che non acquistano attraverso di noi rischiano di pagare di più e quindi danni erariali, perché noi facciamo acquisti aggregati e gare da cinquanta, settanta, ottanta milioni di euro. È ovvio che possiamo spuntare un prezzo migliore rispetto a un Comune di settemila abitanti che acquista da solo. Quest’anno abbiamo ottenuto un ottimo prezzo e stiamo chiudendo le convenzioni con i Comuni. Anche gli enti pubblici, come l’Ospedale, che per statuto devono stare con SEL, avranno un beneficio rispetto all’anno scorso: non un aumento, ma una piccola diminuzione. È un piccolo risparmio per la comunità lucana ottenuto facendo le gare con criteri e scrupolo. Le altre due cose? La seconda è aiutare i Comuni nell’efficientamento energetico. SEL gestisce undici impianti fotovoltaici e un impianto idroelettrico a Satriano, realizzati con risorse Esatto. Poche chiacchiere: dati di fatto. E la terza? Le Comunità energetiche. Per anni abbiamo aspettato i decreti applicativi che tardavano ad arrivare. Ora gli ostacoli si stanno togliendo e SEL è il front office, l’unica società in house della Basilicata che si propone come riferimento regionale per le comunità energetiche. Perché conviene farle con SEL? Perché siamo una società pubblica che non deve fare profitti, ma soltanto autofinanziarsi. Ci interfacciamo con i Comuni e cerchiamo di evitare che si affidino al primo che promette la soluzione di tutti i mali e poi, dopo qualche mese, arrivano i problemi. Nel mondo dell’energia capitano anche i cosiddetti “faccendieri”. SEL deve essere una barriera, più che di legalità, di trasparenza. La Basilicata produce molta più energia di quanta ne consumi. Come possiamo fare perché questo surplus produca un vantaggio maggiore per i lucani? Alle tre cose di prima ne aggiungo una quarta. Due-tre anni fa SEL ha gestito per la Regione un bando straordinario destinato a chi non aveva il bonus gas, cioè alle famiglie che non avevano l’allaccio. Abbiamo finanziato tre kilowatt di fotovoltaico o mini-eolico, con contributi dai cinquemila ai diecimila euro, anche per i condomini. È stata una ricaduta concreta per i cittadini. Perché la vera transizione energetica dobbiamo pensarla in prospettiva. Abbiamo petrolio e gas, ma fra venti, venticinque o trent’anni, secondo diversi studiosi, queste risorse tenderanno a esaurirsi. Dobbiamo evitare che la Basilicata diventi una valle deserta. La transizione la stiamo facendo con il fotovoltaico sui Comuni, abbattendo le bollette e consentendo anche di costruire scuole più efficienti; con l’idroelettrico, attraverso interventi importanti a Satriano, dove ne faremo anche uno più grande a valle, e con un intervento a Sarconi. Avete undici parchi fotovoltaici e nuovi investimenti. Quanto producono? Abbiamo due megawatt di potenza installata e produciamo circa 2,5 gigawattora. È una produzione importante. E adesso stiamo lavorando anche su Potenza, ove efficienteremo le scale mobili più lunghe d’Europa. A cui manca un pezzo, la scala mobile Prima. Non è la parte interessata dal vostro progetto, però è diventata quasi oggetto di una guerra politica tra Comune e Regione. Chi paga il prezzo della chiusura è il cittadino. Io so che i soldi ci sono e che la Regione cercherà di dare le risorse necessarie per riaprire la scala mobile. Una guerra politica di eliminare le infiltrazioni. https://youtu.be/_Aqn3Xj-P9Y Cercheremo inoltre di evitare la “cannibalizzazione” delle rampe: ci sono impianti fermi perché i pezzi di ricambio costano troppo e vengono utilizzati per riparare altri tratti. Quando potremmo vedere la prima pietra? Ci auguriamo all’inizio del 2027. Oggi abbiamo un incontro importante con il Comune di Potenza. L’intervento sarà di circa tre milioni di euro e dovrà produrre un beneficio per il Comune e, naturalmente, anche per SEL. Parliamo di rinnovabili. La sfida è produrre energia senza trasformare la Basilicata in un puntaspilli. Su questo avete ragione. Vediamo fotovoltaici ed eolico verso Avigliano, sul Monte Carmine… A me sembrano i mulini a vento di Don Chisciotte. Quelli sono interventi privati realizzati senza criterio, anche perché la legge lo permettava, in passato mancava una pianificazione che consentisse di stabilire dove e come intervenire. Una società pubblica come SEL certe cose non le farà mai. A Calvello, per esempio, realizzeremo un intervento di efficientamento e fotovoltaico in un luogo dove si può fare senza togliere nulla all’agricoltura e senza compromettere quello sviluppo conservativo del territorio che l’uomo ha costruito nei secoli. Una società pubblica deve essere scrupolosa. E deve dimostrare che si possono fare le cose perbene. SEL è una delle società in house più in salute: non è un carrozzone, non grava sulla collettività e ora potrà anche aprire una fase assunzionale per cinque persone. Perché possiamo pagarle. Purtroppo l’APEA, la struttura “sorellina” della SEL della Provincia di Potenza, è stata chiusa. Ecco, i carrozzoni vanno evitati. Questa dovrebbe essere la differenza rispetto alle vecchie amministrazioni: fare le cose perbene, non gravare sulle tasse dei cittadini e, possibilmente, alleggerirne i costi. Questo lo dicono i bilanci della Società. Chiudiamo con un autoritratto in tre opere: il libro, il film e la canzone che la rappresentano. La canzone è “Il mantio canto libero” di Lucio Battisti. Il libro “Il codice dell’anima” di James Hillman. Il film “Fight Club”, con Brad Pitt, perchè tratta di una sfida con se stessi. Tra cinque anni la ritroveremo ancora amministratore unico, oppure consigliere regionale, assessore…? Non mi piace presentarmi in prima persona. È più un politico da officina? Sì. Mi piace fare le campagne elettorali. Sono un politico di officina. Questo ho imparato a fare: organizzare per gli altri, organizzare i partiti. Ho una certa timidezza nel manifestare me stesso, ma nell’organizzare per gli altri sono una macchina da guerra, di “occhettiana” memoria
INDOVINA CHI VIENE A PRANZO MODRONE SEL ….IL MIO CANTO LIBERO
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