Ci racconta la chimica col Generale e le “tre età” della politica: «Finché hai consenso e credibilità, continui a farla»
di Walter De Stradis «E smettila di darmi del lei, non sei mica così tanto più giovane di me!». mi dice, sorridendo, a un certo punto. Vincenzo Taddei ha sessantotto anni e un curriculum politico, lungo come un braccio, che ha coltivato sin da quando fu sindaco ventiduenne nella sua Castelmezzano (Pz). Dal recente congresso di Forza Italia, il già deputato e senatore azzurro è uscito vice-segretario regionale. Come giustifica la sua esistenza? Per chi crede, come me, la risposta è abbastanza chiara: c’è Uno che ha deciso per noi. C’è un disegno che a volte si esplica, altre volte bisogna intuirlo e altre ancora semplicemente accade. Siamo qui per un disegno divino, per svolgere, tra virgolette, un compito, fare un’esperienza e dare un contributo insieme agli altri. E quando ha capito che avrebbe fatto politica? Dico subito una cosa: a differenza di quanto si possa pensare, la politica non è una professione. È una passione che ti prende e che, come tutte le passioni, difficilmente riesci ad abbandonare. Da ragazzo frequentavo il liceo scientifico a Potenza, eravamo nella fase post-’68 e c’era molto fermento. Venivo dall’Azione Cattolica e per me fu quasi naturale aderire al movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Da lì è partito un percorso. Quando inizi a fare politica non pensi alle responsabilità istituzionali o di partito che potrai avere domani. Io dico sempre che ognuno di noi ha tre età: quella anagrafica, quella biologica e quella spirituale. Un’età politica no? Mi spiego. L’età anagrafica è quella che sta scritta all’anagrafe e non puoi modificarla. Quella biologica dipende dalle condizioni fisiche di ciascuno. Poi c’è l’età spirituale e, da questo punto di vista, mi considero un privilegiato: ho ancora la stessa voglia e la stessa passione di allora. In politica ho avuto tanti ruoli, ma anche quando non ne ho avuti ho sempre fatto politica. Penso al medico: finché ci sono persone che vanno nel suo studio a chiedere una consulenza, continua a svolgere la sua professione. In politica è la stessa cosa: finché una comunità ti riconosce credibilità e consenso, puoi continuare a dare il tuo contributo. Lei dunque, quando non aveva incarichi istituzionali, lavorava…. …ho lavorato per dieci anni alla Cassa del Mezzogiorno. Quando fu sciolta, nel 1995, i dipendenti furono assegnati a diversi ministeri. Io scelsi il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, perché aveva una sede in Basilicata, il Provveditorato regionale delle opere pubbliche. Veniamo all’esito de congresso di Forza Italia. Non è mancata qualche voce secondo cui sarebbe stata necessaria una guida più giovane. Ma guardi, non c’è dubbio. Tant’è che nella nuova segreteria abbiamo previsto una presenza significativa dei giovani. Abbiamo un bel movimento giovanile, con ragazzi e ragazze che stanno maturando e crescendo e che dovranno, in prospettiva, prendere in mano il partito. In questa fase si è ritenuto opportuno mettere insieme una figura istituzionale, quella del presidente Bardi, e una figura di esperienza politica come la mia, anche per i ruoli parlamentari e istituzionali nel ruolo che ricopriva. È una persona abituata a De Stradis e Taddei all’Art Restaurant occuparsi dei massimi sistemi: prima presidente del Senato, poi ministra delle Riforme istituzionali. Ha lavorato molto per il Paese e anche la legge elettorale che sarà approvata nei prossimi giorni l’ha vista protagonista per conto del governo. In questo lavoro gli interessi della Basilicata sono stati naturalmente compresi. Dal punto di vista del partito, inoltre, la sua credibilità è stata importante per attrarre candidature di rilievo e acquisire consensi alle ultime elezioni amministrative. Passiamo al petrolio, tema che interessa molto da vicino i lucani. Il decreto del governo prevede anche un commissario che ho ricoperto. Dobbiamo gestire una fase di transizione, poi vedremo. Io sono convinto che prima o poi dovremo dare piena possibilità ai nostri giovani. Ma le generazioni non vanno recise: una forza politica popolare, democratica e rappresentativa delle proprie comunità deve avere al suo interno giovani, adulti, meno giovani e anziani. Rottamare non è buono, insomma. No, non ha senso. Ognuno deve dare il proprio contributo. La società è diversificata e una forza politica che voglia essere davvero rappresentativa deve avere al suo interno le diverse generazioni e tutti i generi. L’altra polemica riguarda Bardi segretario regionale: c’è chi legge questa scelta come una rampa di lancio verso le Politiche. Il presidente Bardi è stato molto chiaro. Ha detto pubblicamente: “Sono stato eletto dai lucani per fare il presidente della Giunta regionale e rimarrò a fare il presidente della Giunta regionale”. Io stesso ho fatto un comunicato su questo. Ma lei sa che le parole sono una cosa e i fatti un’altra. Ad oggi è così, non c’è nessuna richiesta da parte sua, né di altri, perché assuma un ruolo parlamentare. Questo comporterebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Non vedo questa eventualità e non penso che ci sarà in futuro, anche perché Bardi è una persona seria e responsabile. Avendo dichiarato pubblicamente questa volontà, la manterrà.
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