Lo scrittore materano Vito Coviello ha voluto dedicare al suo papà la poesia composta in occasione della festa del papà e di san Giuseppe.

Lettera al mio caro papà Giuseppe, ora in cielo: Grazie caro papà, per essere stato tu il mio papà. Grazie per tutto il bene che mi hai voluto, e che, da lassu, tra gli angeli, ancora me ne vuoi.caro babbo mio, anch’io te ne voglio tanto davvero, anche se, quando eri qui con noi, non te l’ho mai detto ed ora me ne rammarico. Grazie, papà mio per tutto quello che mi hai dato. Grazie, per i libri di favole, che mi leggevi la sera, per farmi addormentare felice, a sognare, di un mondo di favole. Grazie perchè mi hai insegnato a dire le preghiere alla madonnina ed a nostro Signore. Grazie per tutte le volte, che, anche, se eri stanco, ti sei messo a giocare con me, e mi hai insegnato, ad usare la mia fantasia per inventare nuovi giochi. Grazie ancora, soprattutto, per l’educazione, che mi hai dato, con il tuo buon esempio, affinche io imparassi il rispetto per la natura, per le persone, e per l’umanita tutta, di tutti i continenti, e soprattutto, per quelli che non stanno bene, o per salute o per povertà,. Grazie per avermi insegnato ad amare, ed a rispettare la mia mamma, e tutte le mamme del mondo. Caro babbo mio,, tu per me, sei stato il mio eroe più grande. Grazie, papà, per essere stato il mio bellissimo e grandissimo, babbo mio. Vito Coviello

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