Sabato 23 gennaio 2021 si è tenuta un’assemblea in videoconferenza delle lavoratrici e dei lavoratori Natuzzi Spa, organizzata dalle federazioni del lavoro privato di Usb e Cobas.

Il confronto si è concentrato prevalentemente sul futuro assetto produttivo che assumerà l’azienda che, seppur quest’ultima non abbia ancora ufficializzato il nuovo piano industriale, sembra evidente chiederà modifiche sostanziali rispetto al piano industriale denominato “Piano Italia”, già concordato e sottoscritto presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra, azienda, istituzioni e OO.SS. il 28 Giugno 2018, di cui la Natuzzi ha già intascato 7 milioni di euro, come prima rata del finanziamento pubblico previsto.

Dopo ampia e approfondita discussione si è giunti alle seguenti conclusioni:

la sottoscrizione dell’accordo del 28 Giugno 2018 al MiSE fu conseguente il referendum a voto segreto che si tenne negli stabilimenti Natuzzi il giorno antecedente la firma, in cui prevalse il Si a larga maggioranza. Pertanto, un elementare rispetto dei principi democratici, impone che modifiche non affatto formali di accordi sottoscritti a seguito di referendum possano essere accettate solo dopo aver posto i contenuti all’approvazione dei lavoratori, attraverso l’indizione di un nuovo referendum. Quindi, i lavoratori diffidano ogni Organizzazione sindacale a sottoscrivere nuove intese, se non con una mandato esplicito, ricevuto con metodo referendario.

Naturalmente, se il nuovo piano industriale dovesse declinare l’obiettivo di azzerare gli esuberi alla Natuzzi, eliminare l’obbligo di integrazione salariale a carico dell’azienda per i cassintegrati o contenere altre clausole penalizzati e vessatorie per i lavoratori, l’assemblea da mandato alle OO.SS. di schierarsi fermamente per il No al referendum.

Approvato all’unanimità.

Fonte: SassiLive – Read More