ValBasento, Uil: dopo documento programmatico si passi dalle parole ai fatti. Di seguito la nota integrale.

Il documento programmatico per la ValBasento rinnova la proposta che come Uil abbiamo ribadito nel recente Consiglio Confederale a Tito di una politica industriale che affronti in ogni comparto produttivo e nei territori questioni incancrenite e da sempre rinviate come testimonia la lunga vicenda ValBasento.

A cadenza semestrale ci ritroviamo puntualmente ad incontrarci per giungere ad un punto di azione comune, e ogni volta tutti ci lasciamo con una forte speranza di rinascita. Puntualmente però nulla accade. È necessario passare dalle parole ai fatti. Di parole ormai ne abbiamo ascoltate tante, adesso è il momento di agire punto per punto.

La ZES è l’arteria strategica di questa regione e non abbiamo più tempo da perdere. La proroga sino al primo marzo dell’incarico per gli otto commissari delle Zes regionali e interregionali (tra le quali la Zes ionica) rinvia semplicemente l’operazione di accentramento deciso dal Governo per la gestione di uno strumento di politica industriale che in Basilicata, in tutti questi anni, non ha dato alcun risultato e che invece specie sulle questioni della logistica e dell’internazionalizzazione può dare un contributo significativo. Senza un’iniziativa  della nostra Regione, in sinergia con  le altre, nei percorsi di sviluppo della Zes e la sottoscrizione di un protocollo nazionale sulle relazioni industriali legato ai territori il rischio è quello della riedizione di strumenti che hanno segnato in negativo la storia dell’industria nel Mezzogiorno.  Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un potenziamento concreto delle Zone economiche speciali. Anche per questo, dopo aver ritenuto inopportuna l’idea del governo di accentrare a Roma tutte le responsabilità progettuali delle Zes, riteniamo determinante che questo strumento dall’alta valenza produttiva rimanga legato alle strategie territoriali e che, quindi, le otto regioni restino coinvolte nei percorsi di sviluppo di questo strumento fondamentale per il futuro economico e produttivo del Sud. Questo perché consideriamo la Zona Economica Speciale un’importante leva di politica industriale per il Mezzogiorno. Il pericolo che vediamo profilarsi è quello di un ritorno al passato, quando errori imperdonabili di gestione hanno disseminato le aree portuali e retroportuali di capannoni industriali rimasti vuoti e inoperosi.

Il tavolo permanente insediato può perciò  diventare la “cartina al tornasole” per tutta la regione dove ogni singolo euro speso dovrà corrispondere ad un punto dell’accordo sottoscritto. Ci sono disponibilità finanziarie che la Regione Basilicata può impegnare come declinate dall’ Assessore Casino, senza indugio bisogna finalizzare adottando un accordo di programma che definisca tempi, modi ed obiettivi per ridare a quel territorio una valenza attrattiva per le imprese riportando il sito a quei fasti occupazionali, numerici e di qualità, del recente passato. È ora il momento.

Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil

Bruno Di Cuia, segreteria regionale Uil

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