Fp Cgil: Si proceda con immediatezza a completare le procedure di stabilizzazione del personale sanitario in essere e si ponga fine a una troppo lunga stagione di precarietà nella sanità lucana. Di seguito la nota integrale.

Nella giornata odierna sono stati pubblicati sui siti dell’Aor San Carlo, dell’Asp, del Crob e dell’Asm i tanto attesi avvisi di ricognizione del personale che ha maturato i requisiti per la stabilizzazione semplificata. Era da tempo che sollecitavamo il dipartimento alla Salute e alle politiche della persona della Regione Basilicata a dare l’avvio alla seconda fase della stabilizzazione cosiddetta Covid prevista dalle norme nazionali per gli operatori del servizio sanitario che hanno maturato 18 mesi di servizio a tempo determinato, di cui almeno 6 mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2022. Un atto da tempo atteso dai lavoratori e sollecitato dalle organizzazioni sindacali, che tuttavia non sono state convocate dalle Regione, come a più riprese richiesto, per provare a definire e superare alcune criticità già presenti nelle prime linee guida di luglio 2022. Da subito come Fp Cgil, considerata la scelta di far partecipare alle procedure di assunzione tutti i precari che avessero maturato i requisiti alle dipendenze di un ente del servizio sanitario nazionale, anche se non avevano prestato neppure un giorno di servizio nelle nostre aziende, chiedemmo, inascoltati, che il requisito dell’anzianità di servizio maturata nelle aziende del servizio sanitario regionale diventasse un requisito da valorizzare maggiormente. E ciò, considerata l’indeterminatezza dei possibili beneficiari rispetto ai posti disponibili nei piani dei fabbisogni delle aziende, sarebbe servito da subito a garantire la stabilizzazione dei precari che già prestavano servizio nelle nostre aziende. Che avessimo ragione ce lo hanno confermato i fatti, considerato che ancora oggi quelle graduatorie non sono esaurite – e il personale in quelle graduatorie non ancora assunto avrà un diritto di priorità anche in questa procedura – e diversi operatori sanitari, che hanno prestato la loro professionalità al servizio dei lucani in pandemia, ancora attendono un contratto a tempo indeterminato. Alcuni da precari, altri da disoccupati, non essendosi visti rinnovare i contratti dalle aziende. Bene, invece, l’estensione della procedura di stabilizzazione al personale amministrativo, che la Fp Cgil ha sempre candeggiato. Non concordiamo neppure con l’esclusione dalla procedura di personale che in profili differenti ha contratti di lavoro a tempo indeterminato. Ma non possiamo che constatare, ancora una volta, come la Regione continui ad essere refrattaria al confronto. Ora si proceda con immediatezza a completare le procedure di stabilizzazione in essere e a verificare la programmazione dei fabbisogni triennali rispetto alla nuova ricognizione ponendo fine ad una troppo lunga stagione di precarietà nella nella nostra sanità.  Un diritto ma anche una battaglia di civiltà a tutela del diritto alla salute dei lucani.

 

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