Franco Lisanti e Angelo Tataranno, già presidenti della Provincia di Matera, in due note esprimono il proprio sostegno per evitare la chiusura  della Biblioteca Stigliani di Matera.

Di seguito le note integrali.

Franco Lisanti: “Lo spauracchio della chiusura della Biblioteca ” T. Stigliani” si è aggirato sin dall’entrata in vigore della legge Delrio del 2014, provocando timore e sconcerto per le sorti di quello che è sempre stato un ” fiore all’occhiello” dell’Ente provincia, oltre che un presidio culturale insostituibile del nostro territorio. E’ stata palpabile la mortificazione dell’attaccamento dei cittadini ai libri della Biblioteca provinciale di Matera (4000 volumi circa), “tempio della cultura” e “tempio della memoria”, come qualcuno l’ha definita “. E la memoria mi riporta alla seduta straordinaria del consiglio provinciale del 12 ottobre 1985, da me presieduto, in cui fu deciso con voto unanime di permutare l’immobile dell’Amministrazione Provinciale, sito in via San Rocco, già sede dell’Ospedale civile e allora adibito a Biblioteca provinciale e Provveditorato agli Studi, con l’immobile di proprietà comunale, ex convento dell’Annunziata, già sede del Palazzo di Giustizia. La Gazzetta del Mezzogiorno del 29 gennaio 1986 così si esprimeva: “Alla presenza di un pubblico particolarmente attento è stato presentato al circolo “Carlo Levi” il progetto di restauro e di ristrutturazione dell’ex convento dell’Annunziata, recentemente acquistato dall’Amministrazione provinciale, per la nuova sede della Biblioteca. Il professor Franco Lisanti, Presidente della Provincia, ha espresso viva soddisfazione per l’attuazione della permuta”. La nota di stampa così concludeva : “La Biblioteca provinciale con la sistemazione proposta viene ad assumere una complessa e notevole articolazione funzionale, già programmata dai suoi organismi dirigenziali, adeguata alle esigenze, attuali e future, della cultura del territorio provinciale”. Nella primavera del 1998 la Biblioteca si trasferiva nella nuova sede, “una sede – scrive nella sua pubblicazione “La Bibliotca provinciale” Raffaele La Macchia, già Direttore della stessa per 35 anni – degna, delle tradizioni e delle attese di una intera comunità, che in quella Istituzione con ogni certezza, aveva trovato le prime forme e, anzi, le prime ragioni del proprio riscatto”. Un’ indagine, condotta sulle Biblioteche del Sud intorno agli anni 1980, indicava nella Biblioteca di Matera uno dei modelli migliori dell’intero Mezzogiorno. E l’indagine rispondeva agli eccellenti contenuti in dotazione: i Fondi speciali, gli Incunaboli, i Manoscritti, le Cinquecentine, oltre ad una interessantissima raccolta numismatica. Nel 1989, su proposta dal professor Roberto Merolla, docente del Conservatorio “E. DUNI” di Matera, la Biblioteca, si dotò anche di una pregevole collezione di grammofoni, un fonografo prodotto tra la fine dell’Ottocento e i primi anni 40 del ‘900, oltre che un corredo discografico emesso dalle maggiori case discografiche mondiali, con le voci dei massimi esecutori di musica lirica, sinfonica e leggera. La Biblioteca è il luogo dove si coltiva l’esattezza della notizia, la documentazione scrupolosa, la ricerca diligente, il rigore mentale, la verifica meticolosa. La Biblioteca appartiene a tutti e a ciascuno di noi. Ci si augura che la “questione Biblioteca” trovi una sollecita e definitiva soluzione”.

Angelo Tataranno: “Il 14 maggio 1998 rappresenta per me una delle date più importanti del mio mandato di Presidente della Provincia di Matera. E’ quella, infatti, la data dell’inaugurazione della nuova sede della Biblioteca Provinciale “T.Stigliani”, nell’ex Convento dell’Annunziata, posto al centro della città. All’evento fu dato particolare risalto grazie alla presenza del Presidente del Consiglio, on.Romano Prodi, che di buon grado accettò l’invito per un evento di particolare rilievo culturale in una delle città ritenuta tra le più arretrate del sud. In tutti gli interventi registrati in quella occasione fu richiamata la memoria della definizione data nel dopoguerra da De Gasperi e da Togliatti: “Matera, vergogna nazionale”. Da quella drammatica definizione, dopo 50 anni si poteva registrare un gesto dal valore rivoluzionario: una grande biblioteca al centro della città. Dopo 60 anni dalla sua istituzione la Biblioteca Provinciale s’incardinava anche fisicamente a rappresentare la volontà di evoluzione e di riscatto di un’intera Provincia che, grazie a questa fondamentale presenza, dopo 20 anni sarà riconosciuta “Capitale Europea della cultura”.
L’impegno amministrativo per la realizzazione della Biblioteca aveva registrato la volontà di ben tre amministrazioni e, finalmente nel 1998, quell’impegno diventava realtà. Non erano mancati nel frattempo, proprio mentre si stava per inaugurare la nuova sede, vari tentativi di destinare i locali dell’ex Convento dell’Annunziata ad altra funzione. La più scandalosa, che dovetti personalmente affrontare, fu quella di un certo numero di imprenditori, che vennero a propormi di vedere quell’edificio per farne un casinò. In cambio si proponeva che con i soldi dell’alienazione si sarebbe potuto realizzare un nuovo edificio nella periferia della città da destinare alla biblioteca. Si sosteneva che la realizzazione di un casinò al centro della città avrebbe funzionato da grande attrattore turistico. La risposta fu tassativamente negativa, sostenendo che la Biblioteca al centro della città avrebbe rappresentato la voglia di riscatto civile e culturale, capace di arricchire le altre grandi attrattive turistiche di Matera. Credo che quella scommessa sia stata vinta dignitosamente, per cui apprendere che si sono aggravati i motivi di disimpegno della Regione Basilicata rispetto al mantenimento della Biblioteca “Stigliani” rappresenti un vero e proprio attentato alla dignità della Città di Matera e dell’intera Regione ed un volgare disconoscimento del ruolo della cultura e delle sue istituzioni nell’infinita battaglia per il riscatto del sud”.

 

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Fonte: SassiLive – Read More