Seconda fase stabilizzazione precari Covid sanità, Fp Cgil: “Imprescindibile incontro con i sindacati”. Di seguito la nota integrale.

Il Dipartimento alla salute e alle politiche della persona della Regione Basilicata ha inviato nei giorni scorsi alle Aziende del Servizio Sanitario Regionale un documento applicativo della disciplina in materia di stabilizzazione del personale del SSR al fine di avviare le procedure per una nuova stabilizzazione cosiddetta “covid”, documento di cui come Organizzazioni sindacali non abbiamo alcuna contezza. Ciò, nonostante da mesi chiediamo l’attivazione di un confronto, a cui la Regione continua a dimostrarsi refrattaria.
Anzitutto è il caso di evidenziare come, nonostante l’approvazione del Protocollo tra le Aziende del servizio sanitario regionale relativo alle modalità di utilizzo delle graduatorie di stabilizzazione, ancora ci sono oltre 20 infermieri e una quindicina di Oss che attendono l’agognata stabilizzazione, con una procedura che pare essersi arenata; nel frattempo alcuni di questi operatori hanno trasformato il loro status da precari a disoccupati, non avendo visto rinnovare dalle aziende i loro contratti. E’ pertanto evidente che l’iter non può ritenersi ancora concluso, al di là di quanto dica e sostenga il Dipartimento regionale.
Non è dato conoscere, altresì, il contenuto del documento applicativo che la regione ha predisposto e di cui abbiamo chiesto copia, ma il richiamo che la missiva di accompagnamento fa alle linee guida 2022 non ci pone affatto in tranquillità. Da subito, considerata la possibilità scelta di far partecipare alle procedure di assunzione tutti i precari che avessero maturato i requisiti alle dipendenze di un ente del servizio sanitario nazionale, chiedemmo, inascoltati, che il requisito dell’anzianità di servizio maturata nelle aziende del servizio sanitario regionale diventasse un requisito da valorizzare maggiormente e ciò, considerata l’indeterminatezza dei possibili beneficiari rispetto ai posti disponibili nei piani dei fabbisogni delle aziende, al fine di poter garantire sin da subito la stabilizzazione dei precari che già prestavano servizio nelle nostre aziende. Che avessimo ragione ce lo hanno confermato i fatti, considerato che ancora oggi quelle graduatorie non sono esaurite e diversi operatori sanitari, che hanno prestato la loro professionalità al servizio dei lucani in pandemia, ancora attendono. Alla richiesta di accelerare la conclusione dell’iter assunzionale dopo un protocollo di intesa tra le aziende dai tempi biblici, abbiamo reiterato la richiesta al Dipartimento regionale di convocare urgentemente le Organizzazioni sindacali sulle nuove procedure di stabilizzazione, per discutere delle criticità che le precedenti linee guida hanno comportato, provando a superarle, nonché sollecitato ad autorizzare le Aziende all’incremento dei fondi contrattuali del comparto previsti in fase di rinnovo 2019 – 2021, al fine di provare a valorizzare il personale sanitario, al di là dei proclami.

 

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