In occasione della decima ‘Giornata mondiale dell’udito e dell’orecchio’ il direttore generale dell’Azienda ospedaliera regionale ‘San Carlo’ di Potenza Giuseppe Spera comunica con grande soddisfazione che “nell’ambito dei distinti percorsi di specializzazione intrapresi dagli ospedali afferenti all’Aor San Carlo sotto l’impulso della direzione strategica, vi è la possibilità assicurata ai pazienti di eseguire delicati ed importanti interventi di microchirurgia dell’orecchio con protesi impiantabili tecnologicamente avanzate (Osia). Sono già due le persone, un 50enne di Tricarico e un 30enne di nazionalità rumena, che si sono rivolte all’Otorinolaringoiatria dell’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza diretta dal dottor Giuseppe De Cunto per affrontare problemi di udito che precedenti interventi per otite media cronica eseguiti in altri ospedali non erano riusciti a risolvere”.

L’assessore regionale alla salute e politiche della persona Francesco Fanelli ha espresso il proprio plauso all’Aor San Carlo per il successo conseguito. “Puntiamo con fiducia alla realizzazione di strutture sempre più specializzate sul territorio capaci di garantire standard di cura elevati a riprova della grande competenza dei nostri professionisti, i quali ci permettono di curare i pazienti in regione e di attrarre quelli provenienti dall’esterno. L’obiettivo è quello di estendere l’eccellenza quanto più possibile al fine di rispondere in modo qualitativamente importante alle esigenze di cura dei pazienti”.

“A distanza di un mese dall’intervento –dichiarano i medici Giuseppe De Cunto e Loanna Giuzio- abbiamo eseguito l’attivazione dell’impianto con un esame audiometrico che ha certificato la completa ripresa dell’udito. Il giovane paziente con una patologia cronica molto grave –continuano i medici- aveva fatto ricorso ad altre strutture con classica protesizzazione senza risolvere il problema di abbassamento severo di udito. Mediante il posizionamento di protesi impiantabile Osia, con grande gioia da parte nostra e con una evidente emozione sul volto del giovane paziente, abbiamo eseguito il test di attivazione dell’impianto, assicurando finalmente la completa ripresa dell’udito”.

Non c’è niente da indossare nell’orecchio o attorno all’orecchio. Il processore esterno è sottile e discreto, collegato ad un magnete e facilmente posizionabile sopra l’impianto vicino all’orecchio. Con la connettività wireless è possibile controllare il processore del suono tramite applicazione scaricabile sul proprio smartphone.

“Gli interventi trattati sono quelli di microchirurgia dell’orecchio medio per problemi legati ad ipoacusia da otosclerosi, otiti medie croniche semplici o complicate da colesteatoma –hanno poi precisato gli otorinolaringoiatri De Cunto e Giuzio- a dimostrazione dell’elevata specializzazione dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo”.

Fonte: La Gazzetta della Val d’Agri – Read More