Il Primo Maggio i tre Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL Basilicata alle ore 8.30 si recheranno presso la tendostruttura del Qatar (Ospedale San Carlo Potenza) per rendere omaggio e ringraziare medici, infermieri, operatori e volontari impegnati in prima linea a fronteggiare l’emergenza. Da qui, CGIL, CISL e UIL muoveranno verso la SS658 Potenza-Melfi per un sit-in (subito dopo l’uscita di San Nicola di Pietragalla) sul tema strategico delle infrastrutture e rilanciare l’idea della necessità di un piano straordinario infrastrutturale per connettere la Basilicata al resto del Paese.

“L’Italia Si Cura con il lavoro” è lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per la Festa dei lavoratori di questo anno per ribadire con forza che la ripartenza in sicurezza per il nostro Paese è possibile.
In una fase tanto difficile della vita del Paese, in cui c’è bisogno di ripartire nel segno dell’unità, della responsabilità e della coesione sociale, Cgil, Cisl, Uil vogliono ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia. Il 2021 continua ad essere colpito dalla emergenza sanitaria che già lo scorso anno ha messo tutti a dura prova; qualcosa, però, si muove, grazie alla campagna vaccinale, simbolo della speranza e principale via d’uscita dalla grave emergenza in cui ci troviamo.
E’ necessario ripartire in totale sicurezza, consapevoli che il lavoro e il vaccino sono le uniche strade possibili a poter garantire un futuro migliore.

La Basilicata che reagisce dovrà essere la regione aperta alla sfida delle infrastrutture

La Basilicata risulta essere la Regione con l’indice di dotazione infrastrutturale più basso d’Italia (40% di quello medio italiano). L’indice di accessibilità delle Regioni italiane che valuta la qualità del percorso da seguire per raggiungere i Sistemi Locali del Lavoro (SLL) dai nodi circostanti (casello autostradale, porto, stazione ferroviaria, aeroporto e centro merci) relega la regione Basilicata al penultimo posto.
Occorre rilanciare gli assi strategici di connessione con l’esterno, investendo nelle grandi direttrici infrastrutturali di collegamento ma anche nella viabilità secondaria, tema fondamentale per il riscatto delle aree interne della regione e per surclassare i freni dell’isolamento.
Dal pacchetto di opere previste si possono generare almeno 3.000 occasioni di lavoro già fin dai primi mesi, una battaglia di sviluppo reale dei sistemi produttivi insediati sul territorio e per la competitività dell’intera economia regionale post-Covid.
Un piano di opere per cui il sindacato confederale lucano si batterà contro ogni ritardo e resistenza.
Chiediamo alla Regione di accettare la sfida per rilanciare gli investimenti infrastrutturali con una visione integrata, coraggiosa e innovatrice e con una nuova politica economica in una prospettiva euro-mediterranea e globale dell’Italia, affrontando con una visione strategica e di lungo respiro i problemi dell’automotive (Stellantis), dell’agro-alimentare, della difesa del suolo e della forestazione produttiva, della ripresa del turismo e delle attività culturali.
Negli ultimi tempi il confronto sindacati-Giunta Regionale ha fatto primi passi in avanti; è tempo di passare dai buoni propositi ai “fatti”, a partire dal Piano regionale strategico di sviluppo fortemente intrecciato al PNRR.
La Basilicata si salva con una grande, forte alleanza per il suo nuovo sviluppo!
Un’alleanza di un largo fronte istituzionale e sociale coincidente nella visione e nelle decisioni necessarie per dare inizio a una nuova storia di progresso e di avanzamento sociale.
È questo il nostro modo di declinare lo slogan nazionale per questo Primo maggio, perché la Basilicata, come l’intero Paese, si cura con il lavoro.

DOCUMENTO CGIL-CISL-UIL BASILICATA PER PRIMO MAGGIO 2021

Il sindacato lucano è vicino alle lavoratrici e ai lavoratori nella drammatica emergenza determinata dalla pandemia che ha causato molteplici impatti, alimentando laceranti diseguaglianze nel lavoro, nei redditi, e in svariati aspetti della vita sociale ed economica della Basilicata.
La pandemia ha determinato un grande sconvolgimento, le cui conseguenze possono essere affrontate solo rimettendo al centro i valori del lavoro, della salute, della sicurezza sociale, della solidarietà, rimettendo così in gioco la storia e il futuro delle persone e delle società.
“L’Italia Si Cura con il lavoro” è lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil per la Festa dei lavoratori di questo anno per ribadire con forza che la ripartenza in sicurezza per il nostro Paese è possibile.
In una fase tanto difficile della vita del Paese, in cui c’è bisogno di ripartire nel segno dell’unità, della responsabilità e della coesione sociale, Cgil, Cisl, Uil vogliono ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia. Il 2021 continua ad essere colpito dalla emergenza sanitaria che già lo scorso anno ha messo tutti a dura prova; qualcosa, però, si muove, grazie alla campagna vaccinale, simbolo della speranza e principale via d’uscita dalla grave emergenza in cui ci troviamo.
E’ necessario ripartire in totale sicurezza, consapevoli che il lavoro e il vaccino sono le uniche strade possibili a poter garantire un futuro migliore.

La crisi ha investito nel profondo gli assetti ed i destini futuri della nostra regione e delle giovani generazioni.
Il sindacato assume un nuovo forte impegno con il coinvolgimento di un ampio schieramento di forze, attori sociali e istituzionali, giovani, donne, pensionati, disoccupati per far diventare protagonisti i nuovi costruttori di futuro, e renderli alternativi alla prospettiva di crescente declino che si è venuta a delineare
Grave è la perdita di capitale umano, l’impoverimento demografico, la fuga di tanti giovani talenti, il depauperamento di una cultura industriale e manifatturiera che rischia di non essere adeguata alle sfide della produzione globalizzata e della sempre crescente digitalizzazione dell’economia
La Basilicata vuole vivere oltre il Covid, verso unanuovarinnovata dimensione di progresso e di lavoroconattraverso un nuovo modello di sviluppo che superi iritardi strutturali aggravati da inadeguatezze e da inconcludenti scelte politiche locali che hanno acuito la penalizzante carenza di infrastrutture e di servizi alle imprese, l’inefficacia delle filiere formative e delle politiche attive e l’insufficienza di adeguate politiche di sostegno ai settori produttivi, fattori questi che hanno reso più rapidi ed evidenti i correlati problemi di disgregazione del tessuto sociale e di scarso impatto della spesa pubblica sui nodi strutturali dello sviluppo.
La permanenza di radicate e numerose crisi aziendali richiede una straordinaria capacità di recupero produttivo di cui ancora non abbiamo segnali e testimonianza sia del governo locale che da quello nazionale.
Adesso bisogna cambiare!
Il tema unificante nel vortice della crisi pandemica è ancora il lavoro,il nuovo lavoro.
Occorre un confronto reale,non meramente formale bensì concludente, in primo luogo con la parte pubblica regionale, per costruire un Piano per la crescita, l’ambiente ed il lavoro e del nuovo sviluppo sostenibile, definito su scenari condivisibili del futuro, nella consapevolezza che soltanto modelli di crescita rispettosi dell’ambiente, in settori come la green economy, e improntati all’innovazione possono contribuire ad attivare effetti-leva in vari ampi settori produttivi e generare opportunità occupazionali anche per i giovani a medio ed alto livello di scolarizzazione, che oggi emigrano verso altre regioni, come evidenziano tutti gli studi sul comparto dell’economia “verde”.
La Basilicata si salva con una grande,forte alleanza per il suo nuovo sviluppo!
Un’alleanza di un largo fronte istituzionale e sociale coincidente nella visione e nelle decisioni necessarie per dare inizio a una nuova storia di progresso e di avanzamento sociale.
La Basilicata che reagisce dovrà essere laregione apertaalla sfida delle infrastrutture.
L’Italia, nel suo complesso, si trova di fronte all’irripetibile occasione di avviare la ricostruzione, dopo la pandemia, mettendo insieme crescita nazionale e coesione tra le sue diverse aree.
Equità sociale, riequilibrio territoriale, transizione ecologica e digitale,diritti di cittadinanza (salute, istruzione, mobilità) dovranno essere gli irrinunciabili paradigmi della politica.
La destinazione a favore del Sud di una quota di risorse del Piano, ben superiore al suo peso in termini di popolazione (pari al 34%) e realmente aggiuntive rispetto alla spesa ordinaria e agli investimenti degli altri fondi europei e nazionali, costituisce un ineludibile punto di partenza.
Le priorità infrastrutturali per il Mezzogiorno devono certamente concentrarsi sullo storico deficit della manutenzione e della messa in sicurezza delle strade, dell’ammodernamento delle reti idriche, della qualificazione e il rafforzamento dell’edilizia pubblica e sociale, ma è altrettanto fondamentale il potenziamento della rete ferroviaria e autostradale, il miglioramento del trasporto pubblico locale e il sostegno alle filiere logistiche territoriali, in particolare nell’intermodalità ferroviaria e nell’interportualità, oltre che per i collegamenti aerei.
Il telaio insediativo e territoriale del Mezzogiorno passa per l’Alta Velocità Ferroviaria da Salerno a Reggio Calabria, da Messina a Palermo e tra Napoli e Bari, con il conseguente riassetto di tutta la mobilità nazionale, assetti checostituiscono un obiettivo decisivo che va realizzato con le risorse del PNRRe con ogni altra risorsa convergente.
Così come ineludibile è il completamento del disegno strategico della rete autostradale e ferroviaria italiana lungo la Direttrice Jonico-Adriatica e le relative trasversali prioritarie.
In questo quadro, adesso bisogna agire e far convergere tutte le forze sociali, economiche, politiche, istituzionali, disponibili a diventare protagoniste del nuovo sviluppo post-Covid, nella ferma convinzione che la Basilicata si salva e le sue prospettive di crescita e occupazionali avanzano mettendo con al centro un chiaro, forte progetto infrastrutturale da attuare rapidamente .
Il nuovo ciclo di programmazione, nel raccordo con gli altri strumenti della politica di coesione europea, rappresenta una via d’accesso fondamentale per liberare la regione da questa condizione di fortissimo svantaggio.
La Basilicata risulta essere la Regione con l’indice di dotazione infrastrutturale più basso d’Italia(40% di quello medio italiano). L’indice di accessibilità delle Regioni italiane che valuta la qualità del percorso da seguire per raggiungere i Sistemi Locali del Lavoro (SLL) dai nodi circostanti (casello autostradale, porto, stazione ferroviaria, aeroporto e centro merci) relega la regione Basilicata al penultimo posto.
Occorre rilanciare gli assi strategici di connessione con l’esterno, investendo nelle grandi direttrici infrastrutturali di collegamento ma anche nella viabilità secondaria, tema fondamentale per il riscatto delle aree interne della regione e per surclassare i freni dell’isolamento.
Il puntofondamentale è assicurare la connessione con la rete TEN-T: migliorare la connessione con le arterie stradali core, ovvero la A1, la A14 e la A16, e con quelle ferroviarie (la linea ad alta velocità Salerno-Roma, la alta capacità Napoli-Bari e la linea Adriatica Taranto-Bari-Ancona).
La Regione deve presidiare, sovrintendere e sollecitare, in modo operoso, la progettazione e la realizzazione in tempi accettabili delle diverse opere ed interventi previsti o da progettare, secondo una road map che,allo stato,deve riguardare le seguenti grandi opzioni e macro-lavori:

sul tema viabilità:
• completamento della ristrutturazione e riammodernamento dei viadotti della Basentana e della barriera spartitraffico nella tratta materana, che consentirà di migliorare la sicurezza e la velocità media;
• il completamento del raddoppio della SS 658 “Potenza-Melfi”, snodo fondamentale per connettere l’area industriale di Melfi all’autostrada Napoli-Bari e per migliorare la sicurezza di un asse molto trafficato dal pendolarismo, completando anche la viabilità a sud di Potenza perdefinire una connessione ‘a tratti’e diretta fra Lauria e Candela come prolungamento naturale del corridoio transeuropeo nr.8;
• gli interventi sul corridoio stradale Murgia-Pollino, trasversale all’autostrada A3 in prossimità dello svincolo di Lauria Sud e l’autostrada A14, in prossimità dello svincolo di Gioia del Colle. Tale corridoio è strategico anche perché contempla i lavori sulla Matera-Ferrandina, che prevedono il raddoppio della sede stradale e il bypass di Matera, fondamentali per connettersi alla SS99 Altamura-Bari;
• tracciato POTENZA-BARI: la realizzazione di questa infrastruttura consentirebbe la connessione deidue capoluoghi di regione a vantaggio dell’economia dei due territori;
• pacchetto interventi per la VIABILITA’ PROVINCIALE,con l’urgente manutenzione ordinaria e straordinaria di questa viabilità ai limiti del collasso dopo anni di incuria e di abbandono.Con le due Province occorre concertare una dotazione finanziaria che consenta ai due enti di poter gestire adeguatamente ilsistema viario minore;
• monitorare costantemente la realizzazione di infrastrutture in cantiere, anche attraverso una ricognizione costante delle fasi lavorative al fine di garantire il massimo dellatrasparenza e della legalità sui cantieri. Tra esse:
a) Potenza Melfi – Messa in sicurezza
b) Raccordo Sicignano –Potenza
c) Basentana(spartitraffico)
d) Variante Tito – Brienza
e) Bradanica

Sul versante ferroviario:
• la realizzazione del braccio ferroviario Matera-Ferrandina, che consentirebbe alla città dei Sassi di superare lo storico isolamento in una logica di rilancio delle presenze turistiche e di miglioramento;
• efficientamento ulteriore della linea Matera-Bari di competenza delle Ferrovie Appulo Lucane (FAL)
• potenziamento della linea Napoli-Reggio Calabria che interessa la Basilicata per 17 km e percorre tutta la costa occidentale, oggetto di un intenso turismo nei mesi estivi
• miglioramento ed ammodernamento delle linee ferroviarie Potenza-Melfi, con una più diretta diramazione verso area di S.Nicola con snodo ferro-gomma e scalo passeggeri nonché della Metaponto-Potenza-Salerno;
• Melfi-S.NicolaMover.Interventi di rafforzamento, di qualificazione e sostegno degli assi infrastrutturali e di servizio intercomunali verso le aree industriali di confine(es.Sele Ofanto). Possibile connessione all’alta capacita ferroviaria (Connessione Melfi Candela Bovino), Realizzazione di uno snodo di servizio attrezzato ferro-gomma Melfi Candela;
• definire e realizzare le interrelazioni con la linea Na/AV/Ba: da un lato, lungo il versante adriatico, attraverso la connessione con il nodo di Foggia, che ha l’importante funzione di raccordo tra la direttrice tirrenica AV/AC, il corridoio plurimodale adriatico e la direttrice trans-frontaliera verso i Balcani. Dall’altro lato, attraverso il prolungamento della linea ad alta velocità che collega Salerno con Milano e Torino.

Per gli itinerari retro-portualied i flussi di persone e merciè strategico:
• il rafforzamento delle connessioni infrastrutturali con le attività portuali della vicina Puglia (il ruolo di primo piano è svolto dal porto di Taranto). Strategica l’attivazione del piano della Zes Jonica che prevede un’integrazione tra i porti di Bari e Taranto e il suo inserimento, insieme alla Basilicata, nella cosiddetta A.L.I. (Area Logistica Integrata) del Sistema Pugliese-Lucano.Supporto essenziale la costituzione di una agenzia di promozione condivisa tra le due Regioni con la partecipazione delle forze sociali e produttive.

Per gli schemi idrici:
• progetto in fase di validazione a valere di 60mln. Avvio iter per autorizzazione espropri avviando la progettazione definitiva e il finanziamento della traversa diTrivigno che completerebbe lo schema Idrico-Basento BradanoBasentello(Distretto G).

Per l ‘edilizia scolastica:
• coordinare le risorse con il Governo e le Province al fine di mettere insicurezza gli edifici scolastici nella Regione. Anche alla luce del protocollo stipulato tra Feneal-Filca e Fillea e il Ministero dell’Istruzione che pone come obiettivo centrale quello di riconoscere l’edilizia scolastica come tema prioritario del Paese nel l’emergenza da Covid e di garantire la massima prevenzione e sicurezza nei cantieri di lavoro.

Per l’edilizia sanitaria:
• impegnare la Regione ad adottare un piano prioritario di interventi di riqualificazione strutturale ed energetica di tutti gli edifici che ospitano strutture sanitarie,inadeguati e/o non aggiornati nel quadro della sicurezza e protezione e non aggiornati nella infrastrutturazione clinica,riprendendo ilprotocollo di intesa siglato tra le OO.SS. e il Ministero della salute.

Per il dissesto idrogeologico:
• avviare con l’ufficio commissariale il programma che prevede opere già progettate per 200 milioni di euro, quasi tutte ancora da appaltare, cui si aggiungerebbero altri 200 milioni di un prestito Bei annunciato da anni e mai concretizzato.

Si tratta nell’insieme di un volano di sviluppo per il comparto industriale delle costruzioni edili e per la base occupazionale (ancora fortemente indeboliti da una