Franco Lisanti, orfano di guerra, presidente dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra-sezione di Matera, ha inviato una nota in occasione della giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio. Di seguito il testo integrale.

Ritorna il Giorno della Memoria e siamo tutti invitati a fermarci qualche momento,per rivolgere il nostro pensiero all’ Olocausto di milioni di esseri umani a cui fu tolta la vita solo per essere ebrei. Il Giorno della Memoria c’interpella e non può essere soltanto una ricorrenza commemorativa. Se il ricordo di tantissime vittime umane non ci scomoda, se non ci fa stare sulle spine, se non ci sollecita a scelte che costano, diventa solo l’occasione per esternare profonde emozioni. Questo 27 gennaio cade in un momento della storia sconvolto da guerre e massacri di vite umane, come se la lezione del passato non sia affatto servita per evitare che certi misfatti orribili non si perpetrassero più.Purtroppo, si perpetrano ancora oggi. Ecco perché questa giornata interroga i potenti della terra, perché si dia fine alle tante guerre di oggi. Quanti volti straziati di bambini innocenti e di persone indifese vediamo attraverso gli schermi televisivi! Da una parte l’assurdità di un male crudele e terribile, dall’altra l’ assuefazione e l’abitudine agli scenari di guerra, che svolgendosi altrove, e’ come non ci riguardassero. Come ho avuto modo di considerare in altra ricorrenza commemorativa, la memoria non deve essere conservata in uno scrigno o in una biblioteca, ma va riattualizzata, perché riscaldi sempre il cuore, orienti la vita, dia senso al nostro procedere nella storia che può e deve darci la luce che riscalda la coscienza morale, rendendola capace di operare e di guidare il faticoso cammino che ci è davanti. Il ricordo delle violenze di ieri deve aiutarci a sconfiggere le violenze di oggi, che ancora si manifestano nel mondo nelle nostre comunità e che sono fatte anche di ingiustizie quotidiane ai danni dei più deboli, verso i quali non si può rimanere indifferenti. Tuttavia non ci deve abbandonare la fiducia in un mondo migliore e meglio non può essere espressa questa fiducia che da una vittima dell’Olocausto Anna Frank, che così scriveva nel suo diario.”Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, vedo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il Cielo, penso che tutto si svolgerà nuovamente al bene”.L’auspicio di Anna Frank sia fatto proprio soprattutto dai giovani, i quali devono poter sognare un mondo fondato sulla pace,sulla giustizia, sulla solidarietà e sul rispetto per ogni persona umana. I giovani sono portatori di una grande nostalgia di futuro.

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