Gerardo de Grazia (Confsal Basilicata e Fismic-Confsal): “Manca meno di un mese al voto e nessuno ha presentato un piano di rilancio, serio, per la Basilicata”. Di seguito la nota integrale.

Abbiamo assistito a delle comiche che hanno fatto sorridere l’intero territorio nazionale, ridicolizzando una regione.

Ora è necessario essere credibili e passare ai programmi. Ci sono delle emergenze come lo spopolamento, l’occupazione e il deficit infrastrutturale che vanno attenzionate. Per questo è  necessario che i candidati facciano conoscere l’eventuale programma che svilupperanno nei  prossimi 5 anni.

E’ necessario intervenire sulla “questione” giovanile, le regioni del Sud, esportano competenze perdendo capitale umano. Il 55% dei giovani che va via dalla nostra regione è laureato, il dato più alto del mezzogiorno.

Le università del meridione, continuano ad essere poco appetibili e, spesso, si scelgono i Politecnici del Centro-Nord che riescono a dare sbocchi lavorativi, immediati, alla fine degli studi.

Il 70% degli universitari lucani decide di frequentare le università presenti in altre regioni fermandosi in esse una volta conseguito il titolo.

C’è la necessità di una linea politica, condivisa, capace di fare proposte che possano rallentare il fenomeno dello spopolamento.

Colmare il divario con il Nord attraverso la formazione e l’accrescimento delle competenze, rafforzando il legame tra istituzioni, centri per l’impiego, università, Its e organizzazioni sindacali.

Il progetto, da noi lanciato, di un patto per il mezzogiorno, non è più rinviabile, il futuro Presidente dovrà farsene carico.

Sono circa quattro anni, dopo aver analizzato le ripercussioni che avrebbe avuto la pandemia sulla società che solleviamo il “problema” giovani.

Se non si interviene subito, il sud passerà dall’essere l’area più giovane del Paese a quella più vecchia e meno popolata.

La politica dovrà invertire il trend, altrimenti, in meno di 30 anni, Neet, calo demografico, abbandono degli studi, università poco attraenti e la precarietà lavorativa, saranno la causa di un eccessivo invecchiamento della popolazione meridionale.

Il Molise, la Sardegna, la Calabria e la nostra Basilicata, sono le regioni più colpite dalla decrescita e bisogna tener presente che nella nostra regione, vi è un forte disallineamento tra l’evoluzione tecnologica e l’evoluzione sociale.

Aprire  una discussione con le  associazioni giovanili e studentesche per cogliere le esigenze delle future generazioni è fondamentale.

Potenza città dei giovani deve diventare Potenza laborgiovani, un laboratorio volto al rilancio della città.

Affidare locali comunali alle associazioni per diffondere attraverso il  teatro,  gli eventi e la musica la cultura sociale e creare un legame con la città.

Coinvolgere il Liceo Artistico, per progettare le vie della pittura e della scultura, con l’esperienza dell’agrario dar vita a giardini sperimentali.

Rendere la Basilicata smart, per rendere i giovani autonomi attraverso lo  studio, il lavoro e offrendo una vita culturale e sociale adeguata. Andrebbe incentivato il canone concordato e implementare modelli di coabitazione, servono incentivi al lavoro e all’imprenditoria giovanile. Si deve poi intervenire al più presto sui mezzi pubblici e sulla mobilità sostenibile, rendendo gli spostamenti  accessibili anche a chi non ha una macchina.

La mobilità del futuro deve rendere gli spostamenti più veloci e più confortevoli, in modo da poter far decollare il turismo, ancora, troppo marginale sul PIL  regionale e con un potenziale di oltre 3 milioni di pernottamenti rispetto ai poco meno di 2 milioni del 2022 e del 2023.

Per questi motivi, nei prossimi giorni, invieremo delle proposte ai candidati e chiederemo loro un confronto nell’interesse di noi lucani”.

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