L’associazione “Matera Ferrovia Nazionale” ha inviato una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni per finanziare la prosecuzione della linea ferroviaria Matera-Gioia del Colle. Di seguito la nota integrale.

Gentile Presidente Meloni,
abbiamo seguito con molto interesse l’intervista rilasciata a Bruno Vespa durante la quale abbiamo avuto modo di conoscere il Suo pensiero a proposito dei possibili investimenti infrastrutturali nel Sud, che potrebbero essere decisivi anche per il futuro della comunità lucana.
A nostro parere, la questione ferroviaria viene gestita in maniera inadeguata e incoerente dalla Regione Basilicata nonostante da parte della nostra Associazione, apolitica e apartitica, vi sia sempre stato un atteggiamento collaborativo e di totale disponibilità. Ci siamo, infatti, trovati difronte alla insensibilità del presidente Vito Bardi, forse poco consapevole dell’importanza che il treno riveste per la crescita socio-economica di Matera e dell’intera Basilicata, in mancanza di un suo qualsiasi segnale di positività. In pratica, da noi mancano gli investimenti che il territorio attende da lungo tempo. Si tratta di situazioni che andrebbero affrontate con l’obiettivo di risollevare la Basilicata che ogni giorno fa i conti con l’emigrazione giovanile e altri gravi problemi, altrimenti anche il Suo Governo non creerà le migliori condizioni per uscire dal sottosviluppo.
Quando si vuole creare la crescita di un territorio la prima cosa che si realizza sono le strade e le ferrovie. Questa considerazione dovrebbe riguardare particolarmente la Basilicata, fra le regioni italiane meno dotate di infrastrutture per la mobilità, nonostante sia fra le Regioni più ricche di Europa per le risorse del sottosuolo (petrolio e gas), nonché per i bacini di acqua potabile e per uso industriale. A queste risorse aggiungiamo il mare, i musei le aree archeologiche e i centri storici.
La politica continua a non affronta problemi complessi quali lo spopolamento dei paesi e delle campagne, l’isolamento, la povertà e la marginalità delle aree interne. In pratica si tratta di una regione in chiara difficoltà. Eppure si parla di nuove sfide non solo per un fatto di civiltà e di modernità, ma anche per ridurre i divari con il Nord del Paese.
Matera e il Metapontino, quindi Maratea, Grumento Nova, Calvello, Rotonda, le Dolomiti Lucane, il Parco di Gallipoli-Cognato, il Pollino e il Melfese sono i nostri maggiori attrattori turistici. È un chiaro esempio di autolesionismo che tali aree non siano collegate fra loro da una ferrovia, malgrado la consueta promozione che la Regione Basilicata realizza nelle fiere internazionali del turismo: si invitano turisti e visitatori a venire nella nostra regione ma non si creano i presupposti per farli viaggiare in treno dalle aree costiere a quelle dell’entroterra. Nonostante l’occasione del Pnrr (purtroppo non colta), la Regione Basilicata continua a improvvisare per la mancanza di una necessaria programmazione visto che ancora facciamo i conti con frane e dissesto idrogeologico. Mentre si assiste a una ripartizione dei fondi statali ed europei senza costruire certezze e prospettive di sviluppo: il nuovo contratto di servizio dei trasporti 2023-2031, al di là delle solite promesse, continuerà a creare ritardi e mancate occasioni. Va detto che la Basilicata ha le carte in regola per fare turismo, ma dopo 160 anni di promesse e speranze disattese la politica è rimasta in silenzio alla ripresa dei lavori della sottovalutata ferrovia Ferrandina-Matera che potrebbe aprire nuove possibilità di ripresa anzitutto al segmento industriale Ferrandina-Pisticci, alle popolazioni della collina materana e all’intera regione.
L’Associazione “Matera Ferrovia Nazionale” pone grande attenzione ai lavori ferroviari suddetti: i lavori procedono in maniera spedita, affidati al Consorzio ICM di Vicenza che conta di ultimarli entro novembre 2025. Tuttavia, non si tiene conto della mancanza di una ferrovia accettabile verso la Puglia e di una rete ferroviaria adeguata, della impossibilità di spedire le produzioni locali e ancor più degli improponibili tempi di percorrenza per Bari e infine dell’impossibilità di un collegamento efficiente e diretto con l’aeroporto di Bari Palese. Pertanto, ci si dovrebbero accontentare ancora per lungo tempo di una ferrovia a scartamento ridotto, lenta, di un servizio non utilizzabile la domenica e i festivi, che non consente (in tempi di A/V) di percorrere i 60 km dal capoluogo lucano a quello pugliese in circa 2 ore.
La proposta di “Matera Ferrovia Nazionale” è ben nota: arrivare a Bari via Jesce-Gioia del Colle in circa 60 minuti costruendo appena 25 km di ferrovia mancanti da Matera a Gioia del Colle. Di conseguenza, il collegamento Ferrandina-Matera-Gioia del Colle può diventare strategico per far viaggiare sia le persone che i containar delle merci delle aziende delle aree industriali La Martella e Jesce. Quindi serve una infrastruttura, la ferrovia, che consentirebbe anche un rilancio economico delle zone industriali del Potentino (Tito, Potenza, Baragiano) e del Materano (Valbasento, La Martella e Jesce). Ecco perchè, iI sistema ferroviario lucano necessita di un ammodernamento e potenziamento dando luogo alla bretella Potenza-Tito-Polla. Le Ferrovie possono concorrere a rilanciare la Basilicata. Secondo noi, nell’area industriale di Jesce (dove sono presenti importanti siti industriali (tra cui MerMec Ferrovie, Natuzzi Salotti, Di Leo Biscotti, Takler, Bawer e altre aziende) si potrebbe ubicare un moderno scalo al servizio anche delle vicine cittadine pugliesi, quali Altamura, Santeramo, Ginosa, Laterza, Mottola e Castellaneta. La prosecuzione della ferrovia in terra pugliese può determinare un ruolo importante, con posti di lavoro nel turismo in un territorio dove non sono necessari grandi investimenti pubblici, ma dove tuttavia mancano infrastrutture ferroviarie necessarie e fondamentali, mentre altrove si parla della Roma-Pescara.
Il treno pertanto può svolgere tra la Basilicata, la Puglia e la Campania un ruolo trainante favorendo i collegamenti e le spedizioni verso i Paesi europei e del Mediterraneo.
Al Sud servono certezze e coraggio nell’affrontare le sfide, mettendo in rete la linea trasversale Ferrandina-Matera-Gioia del Colle, il cui primo tratto (Ferrandina-Matera) è stato interamente finanziato dal Governo Renzi nel 2016. Quindi la suddetta prosecuzione diretta dei binari da Matera a Gioia del Colle può aumentare la competitività della logistica e dei trasporti, creando lavoro e sviluppo.
Siamo sconcertati difronte al silenzio delle nostre istituzioni a conferma della loro disattenzione, eppure stiamo parlando di una linea ferroviaria che rappresenta un potenziale economico e turistico di notevole valore, che può interpretare al meglio il senso di valenza interregionale perché la tratta Salerno-Potenza-Ferrandina-Matera-Gioia del Colle (Bari-Taranto) può offrire solo vantaggi e opportunità.
Ecco perchè nel sentire parlare di molti miliardi disponibili, ci rivolgiamo a Lei con la speranza che il suo intervento possa essere finalmente decisivo in una situazione di silenzi inquietanti.
Dalla nostra associazione Le giunga il più cordiale saluto.

 

 

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