Questa sera  al Cine Teatro “Gerardo Guerrieri” in piazza Vittorio Veneto a Matera è andato in scena lo spettacolo “E pensare che c’era Giorgio Gaber” di e con Andrea Scanzi per la rassegna teatrale “Guerrieri in scena”, organizzata da Euphorica – Apulia Event Creator e Cine Teatro “Gerardo Guerrieri”, con la direzione artistica di Angelo Calculli e Donato Cosmo.

Dopo i primi tre appuntamenti con l’umorismo e la leggerezza di maestri della risata, la rassegna “Guerrieri in scena” questa sera ha proposto al pubblico uno spettacolo incentrato sulla figura dell’artista tra i più importanti dello spettacolo e della musica italiana. “E pensare che c’era Giorgio Gaber” di e con il giornalista e scrittore Andrea Scanzi è un momento ricco di spunti e riflessioni, ricordi e aneddoti sul mai dimenticato Gaber, una “voce libera” il cui pensiero è quanto mai attuale.

Andrea Scanzi, giornalista, scrittore e opinionista, è un profondo conoscitore e grande estimatore di Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberščik) lo straordinario uomo di spettacolo milanese, di origini friulane, un cantante e attore sopraffino, che sul palcoscenico, per questo monologo, viene raccontato tenendo presente quello che fu il momento creativo più importante della carriera. Ne viene fuori una straordinaria narrazione che mette in evidenza quell’arte che Gaber espresse ai più alti livelli nel cosiddetto “teatro-canzone”. Un percorso creativo che lo portò fino a essere considerato il maggiore esponente del genere, nel quale espresse tutta la sua grande verve dopo aver coraggiosamente abbandonato la più immediata popolarità televisiva, che pure lo aveva visto tra i protagonisti del piccolo schermo.

Scanzi, che è autore anche di un importante e interessante volume omonimo dello spettacolo, pone così l’accento sul suo artista di riferimento, mostrando egli stesso grande capacità nell’affrontare l’argomento Gaber, una figura tanto emblematiche che a 21 anni dalla morte (avvenuta l’1 gennaio 2003) continua a essere centrale non solo nella storia musicale italiana. Le idee e il pensiero che ha lasciato in eredità fanno considerare che forse al tempo d’oggi non pare esservi un equivalente dell’unicum che Gaber ha rappresentato, in generale, nel panorama culturale italiano.

Lo spettacolo come pure lo stesso libro non sono un racconto appassionato dell’artista Gaber, ma un atto d’amore nei suoi confronti. Quello che gli dedica Scanzi che per lui ha un’autentica venerazione: si pensi che si è laureato in Lettere moderne nel 2000 con una tesi sui cantautori dal titolo “Amici fragili” (ovviamente non mancano Gaber e De André). E lo stesso Gaber ne sarebbe stato il correlatore se non fosse stato malato.

Il monologo è andato in scena per la regia e direzione di scena di Simone Rota; in un’ora e mezza abbondante, la narrazione di Scanzi è arricchita da video con esecuzioni di Gaber proiettati su maxischermo.

Lo spettacolo si conclude con una foto sul maxischermo di Giorgio Gaber diventata iconica nel corso degli anni: a scattarla il diciassettenne Andrea Scanzi durante una performance di Giorgio Gaber in compagnia di suo padre, che gli aveva chiesto proprio di scattare qualche foto dell’artista. Da “gaberiano” della prima ora una grande soddisfazione per un giornalista e scrittore che da oltre due anni racconta a teatro l’arte di Giorgio Gaber.

La rassegna “Guerrieri in scena” è organizzata da Euphorica – Apulia Event Creator e Cine Teatro “Gerardo Guerrieri”, con la direzione artistica di Angelo Calculli e Donato Cosmo, e in collaborazione con Banca Popolare di Puglia e Basilicata (Bppb) e Frascella Emanuele Srl di Matera. Radionorba è media partner del cartellone di spettacoli “Guerrieri in scena”.

Michele Capolupo

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La fotogallery dello spettacolo  “E pensare che c’era Giorgio Gaber” di e con Andrea Scanzi (foto www.SassiLive.it)















 

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