Una donna afghana ha dato alla luce un bimbo con l’aiuto esclusivo di un’infermiera che da sola ha anche liberato il bimbo dal cordone attorno al collo. L’intervento si è verificato la notte scorsa a bordo di un’ambulanza del Lagonegrese intervenuta sull’A2.

Dai professionisti della sanità territoriale una nuova storia di “buona sanità”. Adesso vanno migliorate le condizioni lavorative e contrattuali.
Ancora un esempio concreto di buona sanità, grazie alla professionalità degli operatori sanitari del DEU “118” di Basilicata. I protagonisti sono una infermiera ed un autista soccorritore dell’ambulanza del Lagonegrese che sono intervenuti per assistere una gestante in procinto di dare alla luce un bambino, prestando tutte le necessarie cure per permettere alla donna di poter partorire, in ambulanza, nella massima sicurezza. Non un esempio di eroismo, ma di quotidiano impegno e lavoro che questi operatori sanitari, pur in condizioni contrattuali precarie, riescono ad offrire mettendo in campo dedizione, abnegazione e talento. Le donne e gli uomini della sanità lucana, specie quella territoriale, che operano con contratti precari o attraverso agenzie di somministrazione, meritano certamente encomi ma soprattutto migliori condizioni di lavoro per poter continuare a garantire alti standard di servizio.
Come ampiamente dimostrato, e non solo in questa ultima occasione, questo personale è quanto mai fondamentale per l’assistenza e la cura di pazienti sul territorio.Rivolgiamo, quindi, ai vertici istituzionali della sanità lucana un forte appello: bisogna mettere in campo tutte le azioni possibili per non disperdere questo prezioso capitale umano e professionale che rappresenta un valore aggiunto per la Basilicata.

 

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