Alba Montagnuolo, residente a Potenza in una lettera aperta denuncia il mancato sostegno da parte del Comune di Potenza per garantire il servizio a sua figlia in condizioni di grave disabilità. Di seguito la nota integrale.

Prima di porre l’attenzione su un triste evento occorso, da ultimo, nel dicembre 2023, voglio porre l’accento sul fatto che l’accadimento non è una rarità ma è emblematico ed è riscontrabile in tanti altri modus agendi che rimbalzano tra inefficienze ed inosservanze di norme generali e specifiche di settore.

Sono vari e preoccupanti gli accadimenti che capitano ai cittadini, vuoi per ignavia, vuoi per insensibilità, vuoi per mancanza di responsabilità civica e professionale delle  interfacce istituzionalmente preposte e/o degli operatori preposti ma sta di fatto che tutti questi accadimenti confluiscono nell’alveo in cui scorrono altri esecrabili “disservizi, mancanze e violazioni” che si sintetizzano nel giudizio corrente di  “mala Sanità e cattive prassie delle Politiche Sanitarie e Sociali”.

Intendo denunciare specifici accadimenti, non già per sentito dire ma perché sono vissuti in prima persona proprio nella città dove vivo, “Potenza”, capoluogo della Regione Basilicata.

Prima di procedere, però, intendo richiamare l’attenzione civica, istituzionali ed amministrative, comunale e regionale, su queste questioni proprio adesso in cui tanti sono presi dalle campagne elettorali e si rapportano a noi Cittadini con i toni accondiscendenti di circostanza, tipici di chi ambisce a raccogliere la nostra delega di rappresentanza con la convinzione di poter svolgere adeguatamente e rispettare la delega raccolta per rispondere ai bisogni dei Cittadini.

Per far ciò, occorre richiamare loro le Leggi che, per quanto siano state promulgate da anni, è evidente che sono state disattese, bistrattate o non del tutto attuate con conseguente grave penalizzazione e contrazione dei Diritti dei Cittadini; è necessario che chi si candida a raccogliere la delega di rappresentanza di noi Cittadini abbia a rileggerle per coglierne la portata civica per poter impegnarsi solennemente con noi Cittadini per poter onorarla compiutamente e nel senso del Bene Comune.

Ebbene richiamo per prima, e pongo all’attenzione di tutti, la Legge delle Leggi, la Costituzione Italiana, che è la testata d’angolo sulla quale si poggia la costruzione dei Diritti inalienabili ed incomprimibili di noi Cittadini che siamo “Persone” e poi, a seguire, le Leggi nazionali, regionali e regolamenti comunali che ne danno attuazione.

Costituzione Italiana, art. 32, che testualmente cita: “Ogni persona ha diritto ad accedere alle cure ed all’assistenza necessarie soprattutto in caso di <<indigenza>>”.

Tale sostantivo non è da intendersi solo nell’accezione <<economica>>  ma, secondo la lingua italiana (che i Padri Costituenti ben conoscevano), si intende nell’accezione di <<bisogno, mancanza di cose necessarie>> (cfr. Vocabolario Treccani) e che come tale non va schiacciato sul solo concetto di “indigenza economica” come viene sempre più interpretata e stravolta dalle istituzioni comunali, regionali e statali in quest’epoca in cui tutto viene ricondotto solo a “soldi” anche quando ci si trova davanti a Diritti Incomprimibili fissati dalla Costituzione!

Quindi nella sua accezione costituzionale, lo Stato e le sue derivazioni amministrative hanno l’obbligo di farsi carico delle indigenze non solo economiche ma, prima ancora, delle indigenze intese quali <<bisogno, mancanza di cose necessarie>> e tra queste le fragilità che affliggono chi vive disabilità croniche e/o temporanee (salvo ritornare alla Rupe Tarpea e così far scempio anche della Costituzione Italiana!),

Legge Regione Basilicata n° 38 del 1984,
voluta e proposta dal “Comitato 80” contro l’emarginazione (di cui la sottoscritta è tra i primi firmatari) e che fino all’inizio degli anni 2000 è sta applicata in tutti i suoi propostiti operativi socioassistenziali.

Legge n° 104 del 1992 art. 3 co. 3,
completamente ignorata da molte Regioni e Comuni, comprese le commissioni mediche che avrebbero dovuto stabilire le percentuali delle disabilità in modo proporzionale al reale, seppur differente, grado di disabilità.

Legge n° 205 del 27 dicembre 2017,
nota come legge del “Dopo di noi” che incentra la sua attenzione sociale sulla figura del caregiver familiare e che istituisce “l’assegno di cura alla non autosufficienza” quale, ad esempio, le cure per l’odontoiatria speciale per persone con disabilità che devono essere trattate solo ed esclusivamente in anestesia totale.

La Regione Basilicata, per quanto ne ha recepito gli indirizzi, di fatto non risulta ancora attuata.

Dopo questo irrimandabile richiamo a riferimenti costituzionali e legislativi vengo all’accaduto occorsomi nel dicembre 2023 affinché chi si candida a raccogliere la nostra delega di rappresentanza abbia a scoprire cosa è già previsto, quanto è disatteso e quanto è da migliorare ed innovare in punto di Leggi, Norme e Regolamenti.
L’ACCADUTO E’ EMBLEMATICO, TRA I TANTI ALTRI ANALOGHI, DI COME VENGONO ASSICURATI I DIRITTI FONDAMENTALI DEI CITTADINI

A dicembre 2023, a causa di una forte lombosciatalgia, mi sono bloccata completamente senza possibilità di alzarmi dal letto.

Fin qui nulla che non possa accadere a chiunque salvo che poi accada a cittadini che devono assicurare assistenza continua a familiari coabitanti portatori di serie patologie correlate da irreversibili condizioni di “disabilità”.

Faccio presente che sono vedova da circa venti anni e vivo da sola con mia figlia di 51 anni affetta da malattia rara, epilettica farmaco resiste e grave deficit cognitivo.

Da 5 anni mia figlia non frequenta nessun centro e vive H 24 da sola con la sottoscritta e l’unico aiuto è costituito dall’operatore dell’ex cooperativa Betania (attuale CS) con una copertura di sole 18 ore settimanali: le stesse ore di 20 anni fa.

Alla luce delle mie condizioni di salute mi sono vista costretta ad inviare all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Potenza, Fernando Picerno, una lettera, corredata dal mio certificato medico di comprovava, con la quale chiedevo di concedermi qualche ora in più di assistenza per far fronte alle difficoltà di assistenza a mia figlia in considerazione delle mie condizioni di salute.

A questa mia richiesta, invece di un’attivazione nella direzione di un incremento orario di assistenza, ha fatto seguito l’invio di due assistenti sociali che, senza nemmeno prendere atto delle condizioni di mia figlia che assito da sola, hanno proposto di fare una richiesta di assistenza per gli anziani!

Praticamente non avevano capito nulla!

Le ore in più non servivano per me ma per coadiuvarmi nell’assistenza di mia figlia atteso che la mia lombosciatalgia mi limitava fortemente.

Preso atto di questo fraintendimento, ho scritto in privato all’assessore comunale perché avesse immediata contezza del risultato del suo intervento istituzionale.

Di seguito riporto le interlocuzioni affinché si abbia contezza di come vengono affrontati i problemi e come si assicurano e tutelano i diritti fondamentali dei cittadini.

Mi astengo dal commentare l’interlocuzione perché solo chi non vuole intendere non intenderà.

Fernando buon giorno, ieri sono venute le tue assistenti sociali; sinceramente non mi sono state di nessun aiuto.

Ti ringrazio ma a me in questo momento serve altro, non chiacchierare inutili.

Buona giornata Alba

Caro Fernando è passato un mese dal momento in cui ho chiesto un aiuto per mia figlia visto le mie condizioni ma mi rendo conto che il comune di Potenza non è in grado di sopperire ad una emergenza temporanea e vi abbarbicate dietro a regole senza senso né logica.

Ps- ognuno prenderà le giuste decisioni e misure necessarie affinché la difesa e i diritti delle persone con disabilità e le loro famiglie non siano sempre più abbandonata a sé stesse. È una questione di civiltà che purtroppo non esiste. << Tra l’altro, è non un guerra tra poveri, ci sono famiglia con più componenti in casa che hanno anch’essi tante ore di assistenza pur frequentando centri diurni dalle ore otto alle ore 16/17 ed il fine settima alla casa famiglia>> Purtroppo data la gravità di mia figlia non può frequentare queste strutture perché le stesse non sono compatibili con le esigenze di mia figlia. A tutt’oggi io non sono ancora guarita del tutto perché in certi casi è il riposo che dovrebbe aiutare la guarigione ma la mia si allunga sempre più. << ps. – Aggiungo che il comune di Potenza mette a disposizione soldi per canoni di locazione per presunti poveri ma non aiuta chi ha veramente bisogno>> nb. che la sottoscritta anche nei momenti di vera difficoltà non ha mai chiesto niente ed è verificabile presso lo stesso comune.
Tanto rappresentato, chiudo questa pubblica denuncia di grave inosservanza dei principi repubblicani e leggi in quanto ad inalienabilità ed incomprimibilità dei diritti fondamentali dei cittadini facendo presente che di certo chi denuncia non è una Cittadina avvezza alle lagnanze per mendicare benefici personali ma una Cittadina che è da sempre attiva nel promuovere un avanzamento della civiltà sociale e della sensibilità ai bisogni dei Cittadini nell’ambito della disabilità.

Quanto affermo è comprovato dalla mia biografia che riporto in calce non già per vana gloria ma per dare contezza che alle mendicanti lagnanze ho sempre preferito l’attivazione affinché il mio vivere e conoscere direttamente le problematiche socioassistenziali inerenti la disabilità potessero essere utili per individuare ulteriori soluzioni e per migliorare i servizi da mettere in campo per garantire un’emancipazione ed una giustizia socioassistenziale consona ad un Paese civile.

 

Ormai, dopo tanto impegno profuso, sono stanca ed aborro e rifuggo le richieste di partecipare a “circoli di approfondimento” che specialmente in periodi elettorali, mi vengono sottoposte per portare le mie esperienze e discutere dei problemi della disabilità perché i principi sono sanciti dalla Costituzione, le leggi ci sono e c’è solo da dare loro un’attuazione consapevole e giusta, migliorare semmai dove c’è da migliorare, senza fare speculazioni di sorta e senza dare a far credere di voler indossare il vestito della festa solo nella ricorrenza.

 

Nessuno è immune dalla disabilità, sappiamolo tutti, e se dovesse capitare proprio a te?

In questo caso ti auguro di trovare sul tuo doloroso cammino chi mette in pratica gli strumenti legislativi e risponde concretamente e con pertinenza ai tuoi bisogni di Cittadino riconoscendoteli “per diritto e per dovere” e non per “elargizione di un piacere a piacimento/simpatia”!

 

Biografia di Alba Montagnuolo

Alba Margherita Montagnuolo nasce a Laurenzana, in provincia di Potenza, all’alba di un caldissimo giorno di agosto. Ultima di 18 figli e di famiglia contadina.

Sposa Lorenzo che la rende madre di Maria Carmela e di due gemelli: Gianpaolo e Rocco, quest’ultimo non ce la fa a sopravvivere al parto difficile.

Dedica tutta la sua vita ad abbattere i muri di ignoranza e di indifferenza che si ergono davanti alla disabilità.

Sin da bambina è sempre stata pronta ad aiutare gli altri, nell’età adolescenziale prese in considerazione l’idea di partire come missionaria laica, per meglio attuare il proprio desiderio di aiutare i meno fortunati. Questa aspirazione, però, non è stata resa possibile per una promessa fatta in punto di morte a suo padre,

Alba aveva solo 9 anni. Ciò non l’ha fermata, anzi, l’ha spinta a fare sempre e più anche restando nella sua terra.

Ex dipendente dell’ospedale regionale San Carlo di Potenza, attualmente a riposo;

fa parte di numerose attività associative come: “Comitato 80 contro l’emarginazione” come socio fondatore e consigliere; promotrice e tra i primi firmatari della Legge regionale n.38 a favore delle persone con disabilità; da oltre 12 anni, insieme ad un gruppo di genitori, cofondatrice dell’Associazione “Dopo di Noi” che, nell’estate del 2014, ha ricevuto il premio “Solidarietà” dagli Amici del pellegrino del Santuario San Rocco, di Tolve; socio della “SIPS – Società Italiana Promozione e Salute”; Socia di “Sinergie Lucane”. Membro del “Comitato consultivo

del Garante per l’infanzia e l’adolescenza Basilicata” e tanto altro ancora.

Da oltre 20 anni è in prima linea sulla necessità di istituire un servizio di odontoiatria, in anestesia totale, per soggetti non collaboranti, solo oggi si intravede una luce all’orizzonte.

Attualmente ha promosso un emendamento per rendere gratuiti i farmaci per

persone affette da patologie gravi, gravissime e rare, soprattutto per le famiglie a basso reddito.

La totale mancanza di diritti e l’incuranza dei reali bisogni delle persone con disabilità hanno portato Alba ad affrontare, con coraggio ed energia, le istituzioni e ad abbracciare il mondo del volontariato già dai primi anni 80, quando la disabilità era ancora vista come una cosa di cui non parlare se non direttamente interessati.

Ad oggi c’è ancora tanto da fare.

Includere nelle politiche ordinarie i temi della disabilità come parte integrale delle strategie pertinenti dello sviluppo sostenibile; abbattere le discriminazioni contro qualsiasi persona sulla base della disabilità; promuovere e proteggere i diritti umani; demolire le barriere nella loro partecipazione come membri eguali

della società affinché le persone con disabilità conservino la loro autonomia ed indipendenza individuale, compresa la libertà di compiere le proprie scelte, specie nei processi decisionali che li riguardano direttamente; poter accedere all’ambiente fisico, sociale, economico e culturale, alla salute, all’istruzione, all’in-e delle libertà fondamentali. Tutto questo è alla base della lotta che Alba affronta quotidianamente perché tutto ciò non resti solo un’utopia. Lo vive sulla propria pelle essendo mamma di una ragazza affetta da una patologia grave e rara, il

tutto reso più difficile dalla scomparsa di suo marito.

La missione di Alba è abbattere definitivamente le barriere, ma non bastano quelle architettoniche, bisogna prima abbattere quelle culturali e mentali.

Quando il 3 marzo 2019 è venuta a mancare la sua nipotina diciassettenne, giovane promessa di volley e dello sport Lucano, Alba ha risposto senza esitazione alla chiamata di suo nipote Mimmo a collaborare per costituire un comitato di scopo preposto a raccogliere fondi. Alba è socio fondatore e riveste il ruolo di segretario del Comitato intitolato a MariSol Lavanga con l’intento di acquistare a Roma una casa per ospitare i piccoli ammalati oncologici lucani.

Un’altra passione arricchisce la vita di Alba, la poesia.

Vincitrice del Premio Speciale della Giuria “Affetti familiari”, nel II Concorso Internazionale di Poesia della Universum Accademy Switzerland Premio Regionale della Basilicata, con la poesia “Pensando a mio Padre”.

Autrice della raccolta di poesie “Passo dopo passo”, edito da Universosud, che dopo il grande successo della Prima presentazione a Potenza, l’ha vista protagonista dell’estate letteraria Lucana con tanti altri eventi. Vincitrice della Menzione Speciale con la poesia a tema libero “Il mio caffè sport ” nella II Edizione del

Concorso di poesia Federiciano “Jacopo da Lentini”.

Vincitrice del premio speciale Edizione Vitale al concorso “Ripeti il tuo canto”, dedicato al giovane poeta Luca Orioli venuto a mancare a solo 21 anni ed a distanza di 30 anni non è stata ancora fatta giustizia.

Autrice del libro autobiografico “Il mio Dovuto Amore”.

Protagonista di varie pubblicazioni ed un inesauribile vena poetica e letteraria.

Ha collaborato con la giornalista genovese Paola Setti alla stesura di un libro inchiesta “Non è un paese per mamme”. Appunti per una rivoluzione possibile. Con il capitolo Donne che ribaltano il tavolo.

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Fonte: SassiLive – Read More