I familiari degli ospiti potranno entrare nelle Rsa, se saranno rispettate le indicazioni delle Regioni che tra l’altro prevedono il green pass per i visitatori e cioè la vaccinazione, un tampone nelle 48 ore precedenti o la presenza degli anticorpi da malattia. Il ministro alla Salute Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza che ribalta la regola sulle visite agli anziani. La normalità adesso è diventata l’accesso e semmai “il direttore sanitario della struttura o l’autorità sanitaria compentente in relazione allo specifico contesto epidemiologico, può adottare misure precauzionali più restrittive necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa avea incontrato nei giorni scorsi le Regioni per discutere dell’atto, annunciando che sarebbe stata utilizzata un’ordinanza per sbloccare la situazione. Fino ad ora la regola era appunto che le visite fossero bloccate e che i direttori sanitari potevano aprire se la situazione non era a rischio o comunque in casi eccezionali. Per questo motivo i titolari chiedevano una presa di posizione del governo. Non volevano infatti assumersi la responsabilità della riapertura. Così le residenze per anziani erano rimaste l’ultimo luogo dove vigeva il lockdown. Erano infatti state pochissime quelle che avevano deciso di assumersi le responsabilità di una riapertura. Al lavoro del ministero si è affiancato quello delle Regioni, che hanno indicato quali siano le regole da rispettare per dare il via libera agli ingressi.

L’ordinanza, con effetto immediato e valida fino al 30 luglio, subordina la possibilità di visita nelle Rsa al rispetto del documento adottato dalla Conferenza delle Regioni e integrato dal Cts che prescrive una serie di precauzioni e di limitazioni. A partire dal fatto che solo chi è in possesso di certificato verde può accedere: occorre quindi l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione, o un tampone molecolare recente.

La struttura deve garantire una programmazione degli accessi dei familiari lungo l’arco della giornata, con modalità atte a evitare assembramenti. Di norma non più di due visitatori per ospite, eccetto casi particolari come care giver, fine vita ecc. All’ingresso i visitatori dovranno esibire la certificazione verde, compilare un questionario sulla buona salute e passare al termoscanner. La struttura deve conservare il registro degli accessi per almeno 14 giorni. Massimo rigore sui dispositivi di protezione, dalle mascherine (almeno Ffp2) ai dispenser per l’igienizzazione delle mani. Il contatto fisico con l’ospite può avvenire, “in particolari condizioni di esigenze relazionali/affettive”, solo se questo è vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi.

Prevista la possibilità del rientro in famiglia, che richiede “una specifica regolamentazione da parte delle direzioni sanitarie/responsabili medici/referente Covid, o del medico curante in accordo con la direzione. Quanto ai nuovi ingressi, il documento stabilisce che se la persona non è vaccinata o ha già avuto la prima dose ma da meno di 14 giorni deve osservare un periodo di quarantena di dieci gfiorni, oltre che un test all’ingresso e a dieci giorni.




Fonte: SassiLive – Read More