Confprofessioni Basilicata presenta il 2° Rapporto Regionale sulle libere professioni in Basilicata.
La crisi pandemica provoca nella Regione un brusco calo del lavoro indipendente, ma non tocca però i liberi professionisti, che crescono del 30% in un anno. Fermo il ricambio generazionale: crescono solo i professionisti over 55. Gender gap ancora troppo ampio. Di seguito i il report integrale.

Una regione che, nella crisi, mostra segnali di ripresa. Se la Basilicata, con 795 decessi per milione di abitanti, è tra le regioni meno colpite dall’emergenza Covid dal punto di vista sanitario, non è stata tuttavia risparmiata dall’impatto economico della pandemia: il calo occupazionale nei mesi del lockdown è di circa 505mila posti di lavoro, con un brusco calo dell’occupazione dipendente nel primo trimestre del 2020 e una successiva ripresa nei restanti due trimestri del 2020, e un importante calo dei lavoratori indipendenti specialmente nel secondo e nel terzo trimestre dello scorso anno. Conforta d’altra parte la tendenza di sviluppo dei professionisti, che crescono anche durante la pandemia: tra il secondo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020 i professionisti lucani crescono del 30%, passando da 10.245 a 13.317 unità in un anno.

Questa la fotografia della Regione Basilicata scattata dal II Rapporto sulle libere professioni in Basilicata, lo studio realizzato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni, che verrà presentato mercoledì 28 aprile 2021, a partire dalle ore 16.00, in diretta streaming sulla pagina Facebook di Confprofessioni (per partecipare all’evento si può accedere all’app BeProf o registrarsi a questo LINK).
Ai saluti istituzionali del Presidente Nazionale Gaetano Stella e di Giovanni Vizziello, dell’Ufficio di
Presidenza della Regione Basilicata, seguirà la presentazione del Rapporto sulle libere professioni in Basilicata da parte di Claudia Rampichini, ricercatrice dell’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni. L’evento proseguirà poi con una Tavola rotonda, a cui parteciperanno il Senatore Salvatore
Margiotta, Capogruppo della commissione permanente lavori pubblici e comunicazioni, il Senatore
Arnaldo Lomuti, Commissione Giustizia del Senato, l’Assessore Regionale Gianni Rosa, i Segretari Regionali della CGIL Angelo Summa, della CISL Enrico Gambardella e della UIL Vincenzo Tortorelli, e il Vice Presidente di Confprofessioni Basilicata Leonardo Pinto, avvocato in rappresentanza dell’ANF.

«L’evento è un’occasione preziosa per riflettere sui dati emersi dal rapporto e verificare la possibilità di scelte condivise da tutte le componenti politiche, sindacali e professionali», ha commentato Carlo Spirito, presidente di Confprofessioni Basilicata. «Dobbiamo lavorare insieme per la ripresa e lo sviluppo della nostra Regione in uno dei momenti più difficili, anche considerato l’approssimarsi di quella possibilità unica rappresentata dall’intervento del Recovery Fund, al momento in discussione a livello europeo».

I professionisti nel mercato del lavoro lucano. Il mercato del lavoro della Regione Basilicata registra tra il 2011 e il 2019 una crescita del 1,1% degli occupati, con un aumento dei lavoratori dipendenti del 2,1%. Cala invece il lavoro indipendente (-1,6%), con un crollo per i lavoratori autonomi (-7,2%) e degli altri lavoratori indipendenti – coadiuvanti familiari, collaboratori e soci di cooperativa – che calano del 22,9%. In controtendenza i dati degli imprenditori (+43%) e dei liberi professionisti (+37,6%) che, con circa 10 mila unità al 2019, costituiscono il 20,1% dei lavoratori indipendenti in Basilicata, dato inferiore a quello dell’aggregato nazionale (27%).
Il trend di crescita dei professionisti resiste anche all’impatto della pandemia. Se le conseguenze economiche del Covid hanno infatti fatto registrare in Italia un calo di oltre 21 mila liberi professionisti tra il secondo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020, in Basilicata i professionisti sono cresciuti del 30% nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, passando da 10.245 a 13.317 unità in un anno.

Boom dell’area “Servizi alle imprese e tempo libero”. Calano i datori di lavoro. In Basilicata tra il 2011 e il 2019 crescono tutti i settori del lavoro libero professionale ad eccezione del comparto dell’area amministrativa, che cala del 16%. Registrano una crescita del 25,3% i professionisti dell’area legale, del 15,3% quelli dell’area tecnica e del 31,6% i lavoratori del settore “Veterinari e altre attività scientifiche”. Crescono poi del 61,1% i professionisti dell’area “Commercio, finanza e immobiliare”, dell’81,4% quelli del settore “Sanità e assistenza sociale” e del 178,9% i professionisti del settore “Servizi alle imprese e tempo libero”. Per quanto riguarda la distribuzione dei liberi professionisti nei settori di attività economica, il Rapporto evidenzia che nel 2019 oltre la metà (il 58%) dei professionisti lucani è occupato in “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, settore che racchiude principalmente attività legali (19%), di contabilità e di consulenza aziendale (9%), di architettura e ingegneria (24%) e i veterinari (6%). Seguono il settore “Sanità e assistenza sociale” (18%) e quello dei “Servizi alle imprese e tempo libero” (15%). Si attestano poi al 9% i professionisti dell’area “Commercio, finanza e immobiliare”. Fondamentale inoltre anche in Basilicata il ruolo dei liberi professionisti nella creazione di lavoro dipendente: al 2019 si contano in Basilicata 1336 liberi professionisti con dipendenti, il 13,3% del totale dei professionisti lucani, dato in linea con la media italiana (13,7%).
Negativa (-8,9%) la variazione dal 2009 al 2019 dei professionisti datori di lavoro in Basilicata, con una tendenza opposta sia a quella nazionale (+5,8%) sia a quella del Mezzogiorno (+11,1%).

Ricambio generazionale al palo: crescono solo i professionisti over 55. In Basilicata tra il 2011 e il 2019 restano stabili al 16% i liberi professionisti tra i 15 e i 34 anni, mentre crescono del 15% i professionisti over 55, che raggiungono il 31% del totale. I professionisti più giovani crescono nell’area amministrativa (+14%), nel settore “Veterinari e altre attività scientifiche” (+28%) e “Servizi alle imprese e tempo libero” (+13%). Calano invece i giovani liberi professionisti dell’area legale (-7%), del settore “Commercio, finanza e immobiliare” (-19%), dell’area tecnica (-7%), dell’area Sanità e assistenza sociale (-4%). I professionisti lucani con più di 55 anni crescono invece in tutti i settori, ad eccezione dell’area legale, in cui calano del 11%. Consistente per questa fascia d’età l’aumento nel settore “Sanità e assistenza sociale” (+41%), “Commercio, finanza e immobiliare” (+36%), “Veterinari e altre attività scientifiche” (+18%) e nell’“Area tecnica” (+10%). Crescono del 35% i professionisti over 55 di area amministrativa e del 12% quelli del settore dei servizi alle imprese e tempo libero.

Parità di genere, gap ancora troppo ampio. Anche in Basilicata si conferma, come in tutta la Penisola, un marcato gap di genere tra professionisti e professioniste, che si riduce però tra le giovani generazioni. Gli uomini rappresentano il 54% dei professionisti lucani tra 15 e 34 anni, percentuale che cresce al 57% tra i 35 e i 44 anni, al 72% tra i 45 e i 54 anni, al 78% tra i 55 e i 64 e all’87% degli over 65. Il gap di genere è invece leggermente a favore delle donne dal punto di vista del livello d’istruzione: in Basilicata ha la laurea il 66% dei professionisti uomini, contro il 69% delle libere professioniste.

Fonte: SassiLive – Read More